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Museum of Wonders

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A marvel of museum

The Museum of Wonders is located in tents, a small town north of the Alps along the Roja Valley, not far from the Italian border. Its name comes from the mountainous area that extends behind the town is known as the Valley of Wonders. Within this valley, around Mount Bego, the men of the Neolithic engraved on the stones thousands of enigmatic signs, symbolic figures that bring to pastoralism, agriculture, but also to religion. The Valley of Wonders is a real open-air museum, a heritage which, although located in places that are not immediately available and covered by snow for several months a year, you are saved from damage, vandalism and robberies that have occurred over the centuries. In order to preserve this richness access in the valley is a few years regulated by strict rules and aalo order to allow everyone to experience the beauty of the place was set up the museum. Getting to the museum is quite simple. We are situated in the center of town, just down the road to Colle di Tenda linking Italy to France and Ventimiglia. It 'housed in a white building with an entrance rather particular and very modern, characterized by a series of tall pillars that bear repeated piasterlleti the reasons most characteristic of rock carvings in the Valley of Wonders. The most famous engraving, "The Sorcerer", became a symbol of the museum is exhibited in a reproduction iron hanging in the hall. Admission to the museum is free and for a small fee of 2 euro you can have the audio guide in several languages, including Italian. personnel also speaks Italian, as curtains, before the Second World War, was part of Piedmont, and that many of the visitors are from neighboring Italy. The reception staff are very polite, explain briefly each group how it is structured and how the museum would be better to carry out their visit and then let the visitors roam freely. Museum collects not only archaeological and ethnological elements, but also has a small section on the natural history of the Valley of Wonders. The decision not to separate the three arguments proves to be very apt. In this way the preparation is very modern, interesting and easy to understand. environment is not very big, but very well structured. The trail leads to the form of horseshoe and follows the timeline, from the arrival of man in the Valley of Wonders until less than a century ago. collections are made up of numerous archaeological finds (tools, axes, blades, bits of flint, pottery , jewelry) that illustrate how life evolved the primitive men of these areas from the Neolithic to the Bronze Age and a number of most recent items used by our ancestors for agricultural activities, farming and chores. These findings are flanked by large dioramas, which attract mostly younger guests and showing split of life in the Neolithic hunting scenes, typical activities in a small village, a burial and seasonality. There is also a reproduction of Oetzi, the man ice, standing next to some of the tools found next to his mummy. theca Each diorama is illustrated by an information panel in Italian and French, while at the beginning of the trail there are a map and a model that allows to locate geographically the site of archeological finds even to those unfamiliar with the area. The main part of the exhibition is represented by the rock carvings, mostly casts of engravings reproduced, but in actual size.'m plates that show the most significant symbols as corniformi figures, scenes plowing, axes and other weapons, anthropomorphic figures refer to divinity. Among the most important are the pillar of the original "Chef de tribe", "The Sorcerer", "Christ", "the dancer." Although most are not part of their original beauty is truly impressive, too bad that the explanations of the symbols are only in French. Halfway there is a diorama combined with a short film that speaks of the sacred rites that are assumed to be the basis of some engravings of the most mysterious. Nearby, a showcase contains some primitive musical instruments and, thanks to special headphones, you can listen to their sound both individually and in a sort of concert. The last part of the exhibition is devoted to more modern times , there are incisions made in the last two hundred years, and instruments of the folk tradition. For younger visitors there is also a rather picturesque setting in which a dummy animated by a hologram tells legends concerning the Valley of Wonders. The tour ends here After a look at the space dedicated to temporary exhibitions, which currently have been asked some pretty pictures in black and white of the valley, and a tour of the gift, as usual expensive and mostly useless. The visit takes about an hour time.'s very modern construction means that the path is never boring and that the eye is always attracted by some curiosity as you go along. The advice is to visit the museum as a sample before making a guided tour in Valley of Wonders or in the Valley of Fontanalba to see the truth of these mysterious and fascinating recordings.

Una meraviglia di museo

Il Museo delle Meraviglie si trova a Tende, un piccolo paese d’oltralpe lungo la Valle Roja, poco lontano dal confine italiano. Il suo nome deriva dal territorio montano che si estende alle spalle di questa località che è conosciuto come Valle delle Meraviglie.
All’interno di questa valle, intorno al monte Bego, gli uomini del neolitico incisero sulle pietre migliaia e migliaia di segni enigmatici, figure simboliche che richiamano alla pastorizia, all’agricoltura, ma anche alla religiosità.
La Valle delle Meraviglie è un vero e proprio museo a cielo aperto, un patrimonio unico che, sebbene situato in luoghi non immediatamente raggiungibili e coperti per diversi mesi all'anno dalla neve, non si è salvato da danneggiamenti, atti di vandalismo e depredazioni che sono avvenuti nel corso dei secoli.
Allo scopo di preservare questa ricchezza l’accesso in valle è da qualche anno regolamentato con norme severe ed aalo scopo di permettere a tutti di conoscere la bellezza del luogo è stato istituito il museo.

Arrivare al museo è piuttosto semplice. Si trova, infatti, in centro al paese, proprio lungo la strada del Colle di Tenda che collega Cuneo alla Francia e a Ventimiglia.
E’ ospitato in un edificio bianco con un ingresso piuttosto particolare e molto moderno, caratterizzato da una serie di alti pilastri piasterlleti che riportano ripetuti i motivi più caratteristici delle incisioni rupestri della Valle delle Meraviglie.
L'incisione più famosa, “Le sorcier", diventata simbolo del museo, fa bella mostra in una riproduzione in ferro appesa nell'atrio.

L’ingresso al museo è gratuito e con un piccolo contributo di 2 euro si può avere l’audioguida in diverse lingue, tra cui in italiano. Anche il personale parla italiano, visto che Tende, prima della seconda guerra mondiale, faceva parte del Piemonte e che molti dei visitatori provengono dalla vicina Italia.
Gli addetti all'accoglienza sono molto gentili, illustrano brevemente ad ogni gruppo come è strutturato il museo e come sarebbe meglio svolgere la propria visita e poi lasciano i visitatori girare liberamente.

Il Museo raccoglie non solo elementi archeologici e etnologici, ma ha anche una piccola sezione che riguarda la storia naturale della Valle delle Meraviglie.
La decisione di non tenere separati i tre argomenti si rivela molto azzeccata. In questo modo l’allestimento risulta molto moderno, più interessante e facilmente comprensibile.
L'ambiente non è molto grande, ma molto ben strutturato.
Il percorso si snoda a forma di ferro di cavallo e segue la linea temporale, dall’arrivo dell’uomo nella Valle delle Meraviglie fino a poco meno di un secolo fa.
Le collezioni si compongono di numerosi reperti archeologici (strumenti di lavoro, asce, lame, punte di selce, ceramiche, monili) che illustrano come si è evoluta la vita degli uomini primitivi di queste zone dal neolitico fino all’età del bronzo e di una serie di oggetti più recenti utilizzati dai nostri antenati per attività agricole, allevamento e lavori quotidiani.
A questi reperti si affiancano grandi diorami, che attraggono soprattutto gli ospiti più piccoli e che mostrano spaccati della vita nel neolitico: scene di caccia, tipiche attività in un piccolo villaggio, una sepoltura e le stagionalità.
C’è anche la riproduzione di Oetzi, l’uomo venuto dal ghiaccio, con accanto alcuni strumenti ritrovati accanto alla sua mummia.

Ogni teca e diorama è illustrato da un pannello informativo in lingua italiana e francese, mentre all’inizio del percorso ci sono una mappa ed un plastico che permettono di collocare geograficamente il sito di ritrovamento dei reperti archeologici anche a chi non conosce la zona.
La parte principale dell’esposizione è rappresentata dalle rocce incise, per lo più calchi delle incisioni riprodotte, però in dimensioni reali. Sono lastre che riportano i simboli più significativi come figure corniformi, scene di aratura, asce ed altre armi, figure antropomorfe che richiamano a divinità. Tra le più importanti ci sono la stele originale dello “Chef de tribu", “le sorcier", “il Cristo", “la danzatrice".
Anche se la maggior parte non sono originali la loro bellezza è veramente impressionante, peccato che le spiegazioni dei simboli siano solo in lingua francese.
A metà del percorso c’è un diorama abbinato ad un breve filmato che parla dei riti sacri che si presume siano alla base di alcune delle incisioni più misteriose.
Lì accanto, una vetrina contiene alcuni strumenti musicali primitivi e, grazie ad apposite cuffie, si possono ascoltare il loro suono sia singolarmente che in una sorta di concerto.

L’ultima parte dell’esposizione è dedicata ai tempi più moderni, ci sono incisioni fatte negli ultimi duecento anni e strumenti della tradizione popolare.
Per i visitatori più piccoli c’è anche un allestimento piuttosto pittoresco in cui un manichino animato da un ologramma racconta leggende che riguardano la Valle delle Meraviglie.
Il percorso si conclude qui, dopo uno sguardo allo spazio dedicato alle esposizioni temporanee, dove attualmente sono state poste alcune belle immagini in bianco e nero della valle, e un giro tra i souvenir, al solito cari e per lo più inutili.
La visita richiede circa un'ora di tempo.
L’allestimento molto moderno fa si che il percorso non sia mai noioso e che l’occhio sia sempre attratto da qualche curiosità man mano che si procede.
Il consiglio è di visitare il museo come assaggio prima di effettuare un’escursione guidata nella Valle delle Meraviglie o nel Vallone di Fontanalba, per vedere dal vero queste misteriose ed affascinanti incisioni.
MiryAl
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Information about Museum of Wonders

Museum of Wonders Phone Number
+33(4)93043250
+33(4)93043250
Museum of Wonders Address
Avenue du 16 septembre 1947, 06430 Tende, Francia
Avenue du 16 septembre 1947, 06430 Tende, Francia
Museum of Wonders Opening Hours
mon 10:00 - 18:30
tue 10:00 - 18:30
wed 10:00 - 18:30
thu 10:00 - 18:30
fri 10:00 - 18:30
sat 10:00 - 18:30
sun 10:00 - 18:30
Museum of Wonders Website
www.museedesmerveilles.com
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